Decolonizzare territori dell’immaginario. L’editoria dell’irrazionale alla Fiera Oblivion: prassi materiale e sabotaggio cognitivo

Giuliana Fazzari

Abstract


Il presente contributo propone un’analisi fenomenologica e sociologico-letteraria della seconda edizione di Oblivion – Fiera del libro, del fumetto e dell’irrazionale, avuta luogo presso la Città dell’Altra Economia a Roma, nel quartiere Testaccio (21-22 Febbraio 2026). Evitando di circoscrivere (in modo errato) l’indagine a una mera mappatura quantitativa dei flussi commerciali o di pubblico, pur a fronte di un incremento delle presenze del 30% rispetto alla precedente edizione, con oltre cinquemila visitatori, la seguente riflessione intende esaminare l’evento nella sua natura di dispositivo contro-egemonico. Attraverso la costruzione di un framework teorico ibrido, che interseca teorie come l’Object Oriented Ontology (Ontologia Orientata agli Oggetti, che verrà abbreviata con l’acronimo OOO nel corso di questo saggio), elaborata da Graham Harman, le istanze dell’ecologia radicale decostruttiva, la teoria del “dispendio” (dépense) di Georges Bataille, i concetti di iperstizione e cyber-gothic derivati dalla letteratura di Nick Land e altri punti di riferimento, l’evento fieristico viene analizzato come un vero e proprio incubatore di nuove prassi politiche e letterarie.


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ISSN: 2281-3209                DOI Prefix: 10.7408

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