Riemersioni. L’acqua come soglia epistemica ed etica
Abstract
Il presente saggio intende considerare l’acqua come spazio epistemico nel quale riemergono, con una forza inattesa, forme di pensiero relazionale e non antropocentrico. Per favorire tale riemersione, l’intervento intende fare dialogare, sul tema dell’agentività dell’acqua, due prospettive eterogenee: il realismo agenziale di Karen Barad e le ontologie relazionalimaori, attraverso il lavoro del filosofo maori Carl Mika. Se dal framework di Barad l’agente, e quindi anche l’acqua, emerge in quanto tale solo nei processi di intra-azione, nella cosmologia maori l’acqua è già costitutivamente inscritta in una rete genealogica e relazionale, il whakapapa, che precede ogni distinzione tra soggetto e oggetto. Lette l’una attraverso l’altra, queste due prospettive rendono visibili configurazioni dell’acqua che nessuna delle due, isolate, potrebbero articolare, e cioè il suo essere una soglia epistemica ed etica. Considerare l’acqua in questi termini ci permette inoltre di ripensare il non-umano e il più che umano con conseguenze che hanno già ricadute filosofiche, giuridiche e politiche concrete: dal riconoscimento giuridico dei fiumi come soggetti di diritto alla ridefinizione delle pratiche di cura ambientale.
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ISSN: 2281-3209 DOI Prefix: 10.7408
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